LA LANA DELLA GARFAGNANA….

Oggi voglio parlarvi di una antica lavorazione oramai quasi dimenticata e rimasta sola, forse, tra i ricordi di arti e mestieri che hanno fatto grande il nostro paese…..

Nell’andare a riproporre questa lavorazione particolare si è voluto riportare un po’ tutto alle nostre origini….o meglio alle nostre radici…ed aver scelto il periodo Natalizio e perché questo Natale, inutile negarlo, sarà un Natale profondamente diverso e dove è nostro dovere fare una giusta riflessione sulle priorità e i valori umani di questa vita… Dico solo che solo se ognuno di noi guardasse anche fuori dal proprio orticello iniziando ad aiutarci invece di coltivare solo rabbia…cattiverie…ed egoismo potremmo davvero dire che vinceremo questo duro momento dove serve unità e amore per il nostro paese… 

Ma ora voglio parlarvi di questa splendida lavorazione e delle mani di Claudia che realizza questi piccolo capolavori con il suo piccolo telaio…

Spesso lo smaltimento della lana dopo la tosatura è un vero problema economico per il pastore. La lana ricavata dalla pecora Garfagnana ha una colorazione color crema e, pur proveniente da animali non specializzati nella produzione del vello, si distingue per una fidabilità e facilità di lavorazione. La tosatura degli animali avviene in primavera, per ottenere fibre più lunghe e di maggior pregio. La cardatura e filatura avvengono secondo metodi tradizionali nell’ultima filanda artigianale ancora in attività. Per la colorazione sono utilizzati colori di origine naturale come la castagna, la reseda, la cocciniglia. Il filato così ottenuto si presta ottimamente ai sistemi di tessitura tradizionale, un tempo molto diffusa in Garfagnana, mediante lavorazione a mano con i telai in legno che ancora si possono trovare in produzione nei piccoli laboratori artigianali locali secondo la più rigorosa tradizione. 

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